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Second Opinion

Sfilata di moda 26/06/2007

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Sfilata di moda

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giovedì 21 giugno 2007


Si punta al «Metaverso».

Le riflessioni di Roush sulla Technology Review

E' Second Earth il futuro della realtà virtuale

Un po' Second Life, un po' Google Earth. Avatar a spasso e in volo
in un mondo molto reale. Ipotesi di fusione delle due piattaforme

Un'elaborazione della Technology Review che illustra come potrebbe presentarsi la fusione tra Second Life e Google Earth
Un'elaborazione della Technology Review che illustra come potrebbe presentarsi la fusione tra Second Life e Google Earth

MILANO -
Second Life: un mondo virtuale tridimensionale ideato dalla società americana Linden Lab. Una comunità soprattutto, che all'origine – nel 2003 – contava 500 residenti e attualmente ha più di sette milioni di utenti registrati. Un mondo dove l'avatar che scegliamo come nostro doppio socializza, viaggia, fa sport, balla, compra casa, fa affari, contribuisce a creare luoghi nuovi e immaginari o riproduzioni di posti esistenti nel mondo reale.

VIRTUALE E REALE -
Succede così che il mondo virtuale e sociale incorpora un crescente numero di dati del mondo reale. In Second Life, gli strumenti di navigazione permettono, tra le altre cose, di volare e zoomare tra vedute micro e macro gli oggetti e i luoghi in cui ci si muove. In questo senso, è una lente alternativa sul mondo. Certo, all'interno di un mondo virtuale, il mondo reale può essere osservato solo attraverso i filtri imperfetti degli odierni software e hardware. Coi limiti dei giorni nostri, l'esperienza nei mondi virtuali è una mera rappresentazione di ambienti 3D sui nostri piatti monitor. Difatti le informazioni di tipo spaziale di SL non sono utilizzate dai professionisti, che perlopiù ricorrono a software specializzati quali Autodesk o altro.

GOOGLE EARTH –
Ma esiste un altro genere di strumenti di visualizzazione 3D, che veicolano anch'essi informazioni geografiche: ci sono i programmi come Google Earth, che generano immagini virtuali della Terra usando immagini satellitari, fotografie aeree e dati topografici. E questi strumenti sono utilizzati anche dai professionisti, non solo dall'utente medio. Cosa succederebbe se Second Life e Google Earth (o altri servizi simili quali Virtual Earth di Microsoft o World Wind della Nasa) si incontrassero? Né Google né Linden Lab hanno tra i loro progetti l'integrazione dei rispettivi sistemi. Ma l'incontro avverrà, anche se non indotto dai detentori delle due piattaforme: questa è la tesi espressa da Wade Roush nell'ultimo numero di Technology Review, la rivista del Mit. Le basi per un passaggio futuro a quella che Roush chiama «Second Earth» già ci sono. E dunque?

PRIME CONSEGUENZE –
Gli avatar e gli strumenti tutti di Second Life potrebbero essere integrati nell'ambiente di Google Earth: gli utenti potrebbero camminare, nuotare, volare attraverso i paesaggi simulati di Google Earth ed esplorare le simulazioni tridimensionali dei più famosi edifici del mondo. Oppure la superficie di Second Life potrebbe espandersi per fare posto alla creazione di modelli legati al mondo reale, che utilizzino i dati topografici e le immagini da satellite di Google Earth.

IL METAVERSO –
Roush, tuttavia, intravede uno sviluppo ancor più interessante: «Nel giro di 10 o 20 anni – grosso modo lo stesso tempo che ci è voluto al web per diventare quello che è adesso – qualcosa di molto più grande di entrambe queste alternative potrebbe emergere: un vero Metaverso». Metaverso è un termine coniato da Neal Stephenson in Snow Crash, libro cyberpunk del 1992, e si riferisce a una città virtuale delle dimensioni di un pianeta condivisa via Internet da 120 milioni di avatar, che possono realizzare in 3D qualunque cosa. Il Metaverso a cui staremmo andando incontro, secondo Roush, sarebbe simile a quello di Stephenson, ma andrebbe anche oltre. Potrebbe infatti avere più abitanti e, soprattutto, sembrerebbe come la Terra reale. E rappresenterebbe – come accade al web che conosciamo oggi – il modo standard di guardare alla vita online.

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